Identità e Valori

UNA COMMUNITY CONSAPEVOLE PER LO SGUARDO

Promuovere l'educazione visiva condivisa per trasformare il modo in cui viviamo la tecnologia in ambito lavorativo e personale.

La Storia del Progetto

Nati dall'Esigenza di un Equilibrio Digitale

Il progetto Wefogag prende vita nel 2020 dall'incontro di professionisti del settore dell'ergonomia, della divulgazione scientifica e della comunicazione visiva. Osservando il drastico aumento delle ore trascorse davanti agli schermi durante il lavoro da remoto, è emersa la necessità urgente di offrire informazioni accessibili e prive di tecnicismi complessi.

Non ci proponiamo come un centro medico, bensì come uno spazio di condivisione culturale. Crediamo fermamente che la conoscenza dei principi base della fisica della luce e della fisiologia dello sforzo visivo possa prevenire il senso di affaticamento che molte persone considerano erroneamente un fatto inevitabile.

Negli anni abbiamo creato una community crescente di lavoratori, studenti e appassionati che scambiano buone pratiche per rendere le proprie postazioni di lavoro ambienti più salubri, luminosi e accoglienti.

Incontro del team di Wefogag
I Valori Condivisi

I Principi Guida della Nostra Community

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Condivisione Aperta

Rendiamo la divulgazione sull'igiene visiva chiara e fruibile a chiunque, senza barriere linguistiche o barriere burocratiche.

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Rigore Informativo

Forniamo esclusivamente consigli basati su principi ergonomici validati e su pratiche comportamentali collaudate.

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Approccio Naturale

Privilegiamo soluzioni basate sulla regolazione della luce naturale, sul riposo e sulla postura prima di ricorrere ad artifici esterni.

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Responsabilità Collettiva

Incoraggiamo le aziende e le scuole a integrare standard ergonomici rispettosi della salute degli occhi nelle loro sedi.

Il Manifesto di Wefogag

“Lo sguardo non è soltanto uno strumento di visione, ma la finestra attraverso cui interagiamo con la realtà. Preservarne la freschezza significa migliorare la qualità complessiva della nostra vita quotidiana.”